Sonia Coluccelli

Sonia Coluccelli has 14 articles published.

Avatar
Laureata in Filosofia, insegnante di scuola primaria a indirizzo montessoriano, formatrice presso Fondazione Montessori Italia, coordinatrice Rete scuole Montessori alto Piemonte. Si occupa di ricerca educativa e valorizzazione dei percorsi di didattica non tradizionale.

Essere e fare scuola Montessori oggi: uno scorcio

in Approcci educativi/Tracce di scuola intenzionale di
Il docente deve offrire stimoli, nutrimento, sguardo senza cercare i riflettori ma soprattutto rinunciando ad interpretare la relazione educativa come centrata sul potere e sul controllo

Una classe Montessori è un cantiere. Un cantiere pieno – ma non troppo- di muratori, mattoni, cemento, attrezzato con tutto ciò che occorre perché la costruzione sia precisa, solida, sostenibile. Siete dei costruttori, bambini. Ciò che imparerete dipende da voi, io da maestra ho il compito di mettervi a disposizione un ambiente preparato perché possiate muovervi (si può davvero costruire qualcosa stando fermi immobili?) e gli strumenti e le occasioni adatti alle vostre forze e alle vostre capacità per realizzare il compito che portate dentro voi stessi, quello di imparare a imparare, così da poterlo fare sempre nel corso della vostra vita. Imparare attraverso la scelta autonoma e libera di ciò su cui sapete di aver bisogno di lavorare, attraverso l’autocorrezione che è l’unico modo perché l’errore possa davvero essere maestro (per dirla con Rodari…), attraverso quelle meravigliose astrazioni materializzate che una donna straordinaria ha pensato per voi ormai quasi 100 anni fa.

Astrazioni materializzate, così Maria Montessori chiamava i materiali di sviluppo che troviamo in ogni aula montessoriana, perché la mano è lo strumento dell’intelligenza e quei mattoni della conoscenza li afferro meglio se posso montare, smontare, associare, maneggiare i concetti matematici, geometrici, grammaticali. E la maestra (o il maestro, certo) cosa fa senza una cattedra? Il suo compito è altissimo ma difficile da interpretare correttamente, sta tutto in questo passaggio straordinario:
Questa è la nostra missione: gettare un raggio di luce e passare oltre. (…)
Stimolare la vita lasciandola però libera di svilupparsi: ecco il primo dovere dell’educatore. Per una simile e grande missione occorre una grande arte che suggerisca il momento giusto e limiti l’intervento: non disturbi o devii, senza aiutare, l’anima che sorge a vita e vivrà in virtù dei propri sforzi.

La maestra deve quindi offrire stimoli, nutrimento, sguardo senza cercare i riflettori ma soprattutto rinunciando ad interpretare la relazione educativa come centrata sul potere e sul controllo.

Pochi cenni ed è facile capire la completa assenza di rinforzi positivi e negativi, di premi e punizioni per orientare i bambini verso ciò che più o meno arbitrariamente consideriamo un comportamento adeguato, ma un’idea di disciplina visionaria perché si coniuga in modo strettissimo con quella di libertà, Non è detto che sia disciplinato un individuo allorchè si è reso artificialmente silenzioso come un muto o immobile come un paralitico. Quello è un individuo annientato, non disciplinato. Noi chiamiamo disciplinato un individuo che è padrone di se stesso e quindi può disporre di se’ ove occorra seguire una regola di vita.

Per me essere montessoriani oggi è ancora, purtroppo, portare innovazione nella scuola. Sì, purtroppo. Sarebbe infatti bello che le parole e le pratiche montessoriane fossero, come molti sostengono, superate e antiquate, sarebbe bello che la scuola avesse ovunque recepito questi principi: il bambino costruttore, la libera scelta, l’autocorrezione, l’ambiente preparato e funzionale, i materiali di sviluppo con le mani ponte tra la conoscenza e la realtà, l’autoregolazione. Invece è ancora una rivoluzione parlarne e ancora di più provare a fare scuola in questo modo, mantenendo quello sguardo sul bambino che va ben oltre e più in profondità delle sole procedure di presentazione dei materiali e di allestimento di un’aula da rivista

Ciò che però di più attuale ci lascia Maria Montessori e di cui abbiamo ancora bisogno in modo vitale come adulti che accompagnano i bambini nel loro costruirsi, è il senso ultimo del nostro lavoro educativo soprattutto oggi, quello di fare della scuola un presidio di giustizia e democrazia, di diritti e di costruzione del senso di appartenenza ad una comune famiglia umana. Gli uomini non possono più rimanere ignari di se stessi e del mondo in cui vivono: e il vero flagello che oggi li minaccia è proprio quest’ignoranza. Occorre organizzare la pace, preparandola scientificamente attraverso l’educazione.

Invalsi: pensieri bambini e cronometro, mondi inconciliabili?

in Tracce di scuola intenzionale di
invalsi

La riflessione di Sonia Coluccelli sui test Invalsi (italiano, matematica e inglese) previsti, nei prossimi giorni, nelle seconde e quinte primarie
Continua a Leggere

Il nome della scuola: semplice lustro o scelta consapevole?

in Tracce di scuola intenzionale di
nome scuola
Sarebbe bello e utile se il nome della scuola fosse coerente con l’orientamento pedagogico e didattico della stessa. La riflessione di Sonia Coluccelli

Continua a Leggere

Letture di ordinanza o diritti del lettore (e del docente)?

in Tracce di scuola intenzionale di
Misha Gordin
Letture obbligate e decurtamento del bonus docente se non usato per acquisto di libri. Davvero è questa la scuola che vogliamo?

Continua a Leggere

Una scuola senza smartphone, falso virtuosismo

in Tracce di scuola intenzionale di
smartphone
La riflessione di Sonia Coluccelli sul punto sette del decalogo di Galli della Loggia: cellulare a scuola sì, cellulare a scuola no? Quale processo viene agevolato dall’uso dello smartphone e quali vengono invece ostacolati?

Continua a Leggere

Il mito delle scuole giapponesi, tra pulizie e responsabilità

in Tracce di scuola intenzionale di
pulizie
La riflessione di Sonia Coluccelli sul punto 6 della lettera di Galli della Loggia che invita a guardare al modello giapponese, partendo dalle pulizie

Continua a Leggere

Riunioni e consigli, tra burocrazia e confronti necessari

in Tracce di scuola intenzionale di
riunioni
Nel quinto punto del decalogo di Galli della Loggia gli studenti vengono messi un attimo da parte ( in molti sensi) e nella sequela delle norme da introdurre, l’attenzione è tutta sugli insegnanti. Ah, queste riunioni…

Continua a Leggere

Autogestioni: pretesti per non studiare o momenti formativi?

in Tracce di scuola intenzionale di
CHUNG Julien
Sonia Coluccelli, insegnante e formatrice,  riflette sui 10 punti della lettera scritta da Galli Della Loggia al neoministro all’Istruzione Bussetti. Punto tre: celebrazioni, occupazioni e autogestioni
Continua a Leggere

Tutti in piedi: l’illusoria idea di obbligare al rispetto

in Tracce di scuola intenzionale di
“Come funziona la maestra” Susanna Mattiangeli, Chiara Carrer, Il Castoro, 2013
Sonia Coluccelli, insegnante e formatrice,  riflette sul contenuto della lettera scritta da Galli Della Loggia al neoministro all’Istruzione Bussetti. Punto due: tutti in piedi

Continua a Leggere

A partir dalla pedana per parlar di democrazia

in Tracce di scuola intenzionale di
scuola predella pedana classe cattedra
Sonia Coluccelli, insegnante e formatrice,  riflette sul contenuto della lettera scritta da Galli Della Loggia al neoministro all’Istruzione Bussetti. Punto uno: la pedana.

Continua a Leggere

Libri di testo: strumento di lavoro o totem inossidabile?

in Tracce di scuola intenzionale di
flickr Cala3005 libri testo
Una riflessione di Sonia Coluccelli, insegnante e formatrice, sulla funzione dei libri di testo e sui processi di apprendimento attraverso strumenti ed esperienze, nella scuola primaria, a partire dalle Indicazioni Nazionali

Continua a Leggere

Rubriche

Fra cattedra e finestra

di Sabina Minuto

Giochi senza frontiere didattiche

di Giovanni Lumini

Didattica e diritto

di Gianluca Piola

Ora di Alternativa

di Valerio Camporesi

Maschile singolare

di Ivan Sciapeconi

Tracce di scuola intenzionale

di Sonia Coluccelli

Sentieri tra i banchi

di Fabio Leocata

Virgolette

di Paola Zannoner

Luoghi Interculturali

di Mariangela Giusti

La Facile Felicità

di Renato Palma

Torna su